Rime in Osteria

Rime in Osteria

Breve descrizione: in pieno "stile Comelianti", anche questo secondo spettacolo, ideato, scritto e realizzato dal neonato gruppo comeliano, si propone di presentare al pubblico un nutrito "zoo" di personaggi caratteristici, che portano in scena momenti caricaturali della reale vita sociale di un bar. Con un simpatico stratagemma, questa volta nella rappresentazione vengono inserite alcune letture di poesie, comiche e serie, alcune auto-prodotte, altre di vari autori, come Pio Zandonella Necca, Stefano Benni e Mario Zandonella Necca, che elevano ad arte le tematiche affrontate nella trama. Il tutto ovviamente condito dalla tipica "ironia comeliante"! Parte dello spettacolo sarà recitato in dialetto ladino del Comelico, perciò, per rendere accessibile a chiunque il testo della rappresentazione, saranno disponibili in omaggio per tutto il pubblico dei libretti di traduzione. Lo spettacolo è dedicato al ricordo dell'amica Bianca.

Dove e quando: la rappresentazione è stata portata in scena per la prima volta il 30 ottobre 2010 presso la sala polifunzionale di Dosoledo di Comelico Superiore, nell'ambito della rassegna teatrale "Autunno a Teatro in Comelico", e ripresentata per ben sei volte: il 10 dicembre 2010 nella sala della Regola di Padola, il 17 dicembre nella sala della Regola di Campolongo, il 30 dicembre nella sala consiliare di Auronzo di Cadore, il 13 gennaio 2011 presso il Cinema Piave di Santo Stefano di Cadore, l'11 marzo al Teatruto di Costalissoio ed il 26 marzo al ristorante Tobolo di Candide.

Personaggi ed interpreti (in ordine di apparizione):

Lea, la barista:

Giorgia Comis

Il Sordo (senza nome):

Claudio Sacco Proila

Il Tontolone (senza nome):

Alessandro Zandonella Maiucco

Lo Scaricatore (senza nome):

Lorenzo Tonon

Maria, una bigotta:

Laura De Mario

Lucia, una bigotta:

Annalisa De Zolt

Luciana, una bigotta:

Monica Pomarè

Lo Strafigo (senza nome):

Manuele Carbogno

Il Confusionario (senza nome):

Manuele Carbogno

Il Politico (senza nome):

Lorenzo Tonon

La Moglie (senza nome):

Laura De Mario

La Badante russa (senza nome):

Annalisa De Zolt

I Comelianti:

ogni attore interpreta sé stesso

 

Dettagli:

Periodo:

stagione 2010/2011 (riproposizioni concluse)

Genere:

commedia

Lingua del testo:

parte in dialetto ladino del Comelico (con libretto di traduzione), parte in italiano

Da un'idea di:

Claudio Sacco Proila

Scritto da:

Gruppo Teatrale I Comelianti

Scenografie, luci e costumi:

Gruppo Teatrale I Comelianti

Regia:

Gruppo Teatrale I Comelianti

Tecnico audio e luci:

Davide De Martin Monego

 

Trama: In un bar come tanti in un comunissimo paesino di montagna, la barista Lea sta portando avanti tranquillamente le sue faccende, finché non cominciano ad arrivare gli avventori abituali del locale. Fanno il loro ingresso due amici di vecchia data, il primo colpito da una "marcata" sordità, ed il secondo un po' "tardo", che cominciano a consumare "palanche" di vino a più non posso, battibeccando su futilissime questioni. Incuriositi dalla presenza di un leggio al centro della sala, i due chiedono spiegazioni a Lea, che dice loro di essersi messa in testa di voler entrare a far parte del Gruppo Teatrale de I Comelianti, e che, per questo motivo, deve allenarsi recitando qualche poesia. Invitati dalla barista, anche i due "partcolarissimi" personaggi tentano un'improbabile lettura, che si risolve in un fiasco totale. Lea allora prende in mano la situazione ed interpreta lei stessa un incomprensibile poesia, dopodiché, approfittando della momentanea assenza dell'oste, i due "amici" tentano nuovamente di recitare, ma, ancora una volta, combinano soltanto pasticci. Visto il disastro combinato, uno scaricatore, che nel frattempo è entrato in bar, canzona i due, beve un bicchiere e se ne va senza pagare... Fanno, poi, il loro ingresso tre bigotte, tutte "casa e chiesa", che vengono derise dai due vecchietti, i quali non perdono l'occasione per tormentare le tre con continui dispetti. I due amici decidono di lasciare il bar per andare a far visita ad un vecchio conoscente, e se ne escono pure loro senza pagare. A questo punto entra nel locale un ragazzo, che, mentre beve anch'egli il suo bicchiere, attira le "attenzioni" delle tre bigotte, le quali tentano un "improponibile" approccio amoroso, fin tanto che non se ne vanno, senza aver regolato il conto, offese per le ripetute canzonature del giovanotto. Il ragazzo, prima di andarsene, naturalmente senza pagare, non perde un'altra opportunità per deridere, con una poesia, le signore. Fanno il loro ritorno in bar i due "amici di vecchia data", che ricominciano da dove avevano lasciato: a bere "palanche" di vino, battibeccando tra di loro e con la barista. Dopodiché arriva nel locale un "loquace" personaggio, che tenta di spiegarsi ai due, in maniera a dir poco "confusionaria", riguardo alle proprie faccende, non riuscendosi minimamente, ed andandosene anch'egli senza pagare la consumazione. Dopo un "improbabile" ballo tra il sordo e Lea, fa il suo ingresso il candidato sindaco del paesino, che, mentre ordina ripetutamente diversi "giri" di bevande per tutti, esplica agli sbigottiti presenti le proprie "incredibili" promesse elettorali. Mentre il sordo deride la propria consorte assieme al tontolone ed al candidato sindaco, alle sue spalle entra proprio la moglie, che ascolta con "calma" le frasi del marito, per poi scatenare le proprie ire su di lui e sulla barista, trascinando il malcapitato fino a casa. Il tontolone, intanto, se la ride, ma non ha fatto i conti con la propria badante russa, che arriva per prelevarlo, e per sistemarlo dalle "nefandezze" causate dalle sue "vicende corporali" . Le due donne ed il candidato si fermano ancora un po' per il bicchiere della staffa, e poi si incamminano tutti e tre verso casa, naturalmente senza aver pagato, abbandonando la povera Lea, che non ha intascato una moneta in tutto il giorno, a chiudere sfinita il proprio bar. Ma, colpo di scena finale, fa il suo ingresso nel locale il Gruppo Teatrale de I Comelianti al gran completo (o quasi... ), i cui membri sono decisi a "provinare" la sfortunata barista. Lea recita la poesia preparata, e, dopo una breve consultazione, I Comelianti decidono, ahilei, di bocciarla. Lea, sfinita e furiosa, chiude a chiave la porta per costringere i ragazzi a pagare il conto totale di tutti gli avventori della giornata oppure a prenderla nel loro gruppo. Ma I Comelianti, approfittando delle finestre aperte, fuggono rumorosamente, lasciando la povera Lea da sola ad affogare le proprie pene in una bottiglia di vino.

Cliccando qui potete trovare la versione "elettronica" del libretto di traduzione dello spettacolo, completo di tutto il testo, distribuito al pubblico durante le riproposizioni della rappresentazione