Spettacolo sul Cadore: "Comelianti" al lavoro
Così saranno celebrati i seicento anni di dedizione a Venezia
«Ora vogliamo "ingaggiare" regista e altre figure tecniche»

Il Corriere delle Alpi - martedì 1° giugno 2021 - pagina 33 - sezione Giorno & Notte

Stefano Vietina COMELICO SUPERIORE

«Stiamo preparando un nuovo spettacolo in collaborazione con la Magnifica Comunità di Cadore per celebrare i 600 anni della dedizione del Cadore a Venezia, Era previsto in realtà per il 2020, ma la pandemia ci ha obbligati ad uno stop». Ci parla è Alessandro Zandonella Maiucco, anima dei Comelianti, gruppo teatrale attivo fin dal 2009 e nato sull'onda di un laboratorio giovanile di teatro ideato da Claudio Michelazzi, artista e professore di teatro originario di Costalta. E dalla primavera del 2010, loro prima esibizione in pubblico, hanno collezionato decine di repliche, oltre ad innumerevoli esibizioni di letture dal vivo di vario genere.

La prima commedia scritta e realizzata da loro, "Cinematti da Legare", debuttò il 18 giugno 2010 e trattava, tutta in italiano, delle improbabili avventure di alcuni strani clienti di un cinema. Poi è venuta "Rime in Osteria" , che aveva come tema le esilaranti vicende, in parte in dialetto ladino, di un gruppo di avventori di un bar comelicese. Quindi "Un po'di cabaret", con diversi sketch, alcuni originali altri presi in prestito da comici famosi. E ancora "Mare & Monti", commedia comica che trattava di un improbabile incontroscontro tra una famiglia veneziana e una del Comelico, recitata in parte in ladino, "esportata" fino a Feltre, e "L'Eredità", commedia che narra la storia di alcuni improbabili ereditieri alle prese con il lascito di un ricco e strano defunto.

Adesso il gruppo conta su Alessandro Zandonella Maiucco, Vilma Martini Barzolai, Elena Fontana, Arianna Piazza, Lorenzo Tonon ed anche sulla collaborazione di qualche esterno, come in occasione dello spettacolo in preparazione, di cui fanno parte la cantante Elena De Michiel, il musicista Angelo Miglietta ed il poeta Manuele Carbogno, ex attore del gruppo. «Siamo un gruppo di amici», sottolinea Alessandro, «animati da una comune passione e fino ad oggi siamo siamo stati abituati a fare tutto da soli, anche se adesso vorremmo "ingaggiare" regista, costumista, coreografa e scenografo, o comun, que avere delle figure che ci coadiuvino in questi ruoli».

Il segreto del vostro successo?
«Forse il fatto che non ci prendiamo troppo sul serio, che siamo i primi a divertirci ed a ridere di noi stessi. Tutto quello che facciamo è cercare di far divertire chi viene ad assistere ai nostri spettacoli, e siamo molto orgogliosi quando riusciamo a regalare dei momenti di spensieratezza ai nostri spettatori».

Come avete vissuto questo lungo periodo di pandemia?
«Con una certa sofferenza, perché tu puoi studiare e prepararti quanto vuoi, ma poi il teatro è incontro e interazione, dapprima nelle prove fra noi attori, e poi ovviamente con il pubblico. Fare teatro online, insomma, non è facile. Comunque per questo spettacolo che stiamo preparando, e che speriamo di far debuttare in autunno, era necessaria anche una grande preparazione, uno studio portato avanti con gli esperti della Magnifica, con una notevole documentazione storica del Cadore e di Venezia. Ora speriamo di poterci incontrare presto e di poter iniziare le prove. Intanto portiamo avanti anche qualche altra attività».

Di che tipo?
«Dal 2017 siamo molto concentrati nella organizzazione e realizzazione di progetti laboratoriali nelle scuole, primarie e secondarie, grazie alla collaborazione con Cariverona e la Fondazione Comelico Dolomiti Centro Studi Transfrontaliero. L'idea è quella di cercare di coinvolgere le giovani generazioni nella pratica del teatro».

Per trovare nuovi attori?
«Anche, ma non solo. Quando siamo partiti eravamo amici uniti dalla comune passione della recitazione, un'avventura all'insegna del gioco, del divertimento e dell'amicizia che ci legava. Poi qualcuno ha messo su famiglia, qualcuno è andato a studiare fuori, qualcuno si è aggiunto. E nel passare del tempo abbiamo constatato che il teatro è soprattutto un ottimo strumento formativo a qualsiasi età, che aiuta meglio di qualsiasi altro strumento ad esplorare se stessi, le proprie emozioni, a vincere le timidezze. Insomma a teatro si cresce, dentro di sé ed insieme agli altri. Un'esperienza da provare nella vita e noi ci mettiamo a disposizione»

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